
I MISSIONARI DELLA SANTA CROCE
THE MISSIONARIES OF THE HOLY CROSS
Catholic Mission Puma, PO Box 207, Singida - Tanzania (East Africa)
Tel. 0025 57 32 96 08 89 / 0025 52 62 50 20 98
E-mail: mothers_of_the_holy_cross@yahoo.de

L’Istituto religioso Madri della Santa Croce (Mothers of the Holy Cross) e Missionari della Santa Croce (Missionaries of the Holy Cross), fu fondato nella missione cattolica di Puma (diocesi di Singida, Tanzania) da suor Maria Stieren (1923-2008) e da padre Cornelio Maria Del Zotto, frate francescano nato nel 1938 e tuttora vivente.
Maria Stieren, religiosa delle Benedettine Missionarie di Tutzing (Germania), risiedeva in missione a Ndanda (Tanzania). Nel 1971, trovandosi occasionalmente in Germania, conobbe padre Cornelio dove egli risiedeva per preparare la sua tesi di laurea sotto la guida di Joseph Ratzinger (eletto poi papa Benedetto XVI). La collaborazione tra i due religiosi sfociò nella fondazione (nell'anno 1976) di due Istituti che costituiscono un’unica famiglia spirituale: le Madri della Santa Croce e i Missionari della Santa Croce.
L’Istituto delle Madri venne canonicamente eretto nella diocesi di Anápolis/Goias (Brasile) come Associazione pubblica di fedeli, dove aveva una propria sede, il 15 settembre 1984 e il 15 agosto 1985 nella stessa diocesi ne vennero approvate le Costituzioni. Con decreto della Ecclesia Dei, l’Istituto delle Madri della Santa Croce fu riconosciuto come ente di diritto pontificio il 29 giugno 1991, e il 6 giugno 2004 vennero approvate definitivamente le sue Costituzioni.
I primi giovani cominciarono a dedicarsi all’apostolato, insegnando religione nelle scuole o dedicandosi direttamente all’evangelizzazione. Poi, quando vennero i primi sacerdoti, all’amministrazione dei sacramenti, specialmente fra le tribù indigene più povere e abbandonate che si trovano ancora nella foresta vergine. Insieme alle suore, i religiosi gestiscono l’assistenza negli ospedali dell’Istituto e promuovono le varie attività di formazione spirituale e professionale, nonché varie opere di soccorso ai poveri.
Come Istituto di diritto diocesano, il ramo maschile dei Missionari fu approvato il 1° gennaio 2004. Contava allora 3 sacerdoti, 7 fratelli di voti perpetui, 20 di voti temporanei, 2 novizi e 17 postulanti. Infine, con rescritto della Commissione Ecclesia Dei, esso venne riconosciuto di diritto pontificio il 24 giugno 2004, e il 18 agosto 2008 la stessa Ecclesia Dei ne approvò definitivamente le Costituzioni. Fu così che padre Cornelio Maria Del Zotto, appartenente ancora all’Ordine dei Francescani, il 3 settembre 2008 ottenne di poter passare all’Istituto dei Missionari della Santa Croce, di cui attualmente è il Superiore generale. Complessivamente i Missionari della Santa Croce contano oggi 180 membri: 130 suore, 50 frati.
A base della vita missionaria fu posta la regola di San Benedetto, la liturgia delle ore, l’adorazione eucaristica e una speciale consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Il tutto congiunto con l’attività apostolica a favore delle popolazioni più povere, l’assistenza ai malati e la formazione della gioventù. L’abito è il saio francescano di color marrone (casualmente bianco), cinto da una fascia azzurra, con una croce sul petto dello stesso colore.
La
Missione trova il suo collocamento nel cuore della Tanzania, 23 km a sud dal
capoluogo regionale di Singida (a 1500 metri sul livello del mare), in un
altopiano semidesertico ai margini della foresta. In questi paesaggi lunari, gli
abitanti vivono in estrema povertà. Sono sfamate ogni giorno centinaia di
persone, che in periodi di grande necessità possono arrivare a qualche migliaio.
Scopo del centro è offrire cure mediche, acqua e cibo ad una popolazione
bisognosa anche di formazione umana e spirituale. Vengono gestiti 3 ospedali,
vari asili e orfanatrofi, scuole e centri di formazione professionale, un
convento, e la costruzione di un seminario per le nuove vocazioni che la terra
di Tanzania promette. Nel mondo l’Istituto è presente in sette case: quattro in
Tanzania, una in Brasile, una a Monaco di Baviera e recentemente in Romania.
In quella terra arida, nel punto in cui gli anziani della zona ricordavano la celebrazione della prima Messa, padre Cornelio decise di effettuare una trivellazione alla ricerca dell’acqua. E così, a detta dello stesso padre, «la Vergine Santissima Immacolata, patrona inclita della Tanzania, ci ha fatto sgorgare nella steppa una bellissima fonte d’acqua zampillante, sorgiva, minerale e medicinale, l’unica del posto, tanto che al racconto del fluire di tale sorgente anche il Sommo Pontefice esclamò: “Miracolo!”».
P. Cornelio Maria Del Zotto
Fondatore e Ministro generale dell'Istituto dei Missionari della Santa Croce

Padre Cornelio Del Zotto è originario di Mussons in Friuli (PN), sulle rive del Tagliamento, terra di uomini grandi e forti. E padre Cornelio non è da meno dei conterranei: robustezza fisica, dinamismo ed entusiasmo, ma anche finezza di pensiero e di spirito.
Una vocazione precoce la sua. A otto anni conosce un frate francescano, fra Giuliano, che lo fa innamorare della vita di Dio nell'Ordine dei Frati Minori. Dopo la trafila dei seminari, a Vienna impara il tedesco e si apre alle grandi Università d’oltralpe. È allievo del dottor Ratzinger, ora Benedetto XVI, che ricorda come «il professore di un tempo carico di nuova grande paternità».
Padre Cornelio, dopo essere tornato nella Provincia veneta, va a Roma e diventa direttore dell’Antonianum, l’Università pontificia dei Francescani. Ma l’Africa, amata fin dall’infanzia sotto l’influsso del parroco don Giuseppe, lo attira nel centro della Tanzania dove con fede ed entusiasmo porta avanti il suo giovanile progetto di carità.
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