Pregate perchÉ l'organismo dei credenti, la chiesa militante, rimanga "pietra"
(da: "Libro di Azaria", cap. 31, 15 sett. 1946, di Maria Valtorta)
Dice Azaria:
"Come singola creatura, o come società unita in un unico organismo, il cristiano e i cristiani trovano ogni soccorso dall'essere protetti presso il Signore Eterno dal suo diletto Figlio.
Così come quando una persona si dirige ad un'altra o per salutarla, o per beneficarla, o per rimproverarla, o soltanto per conoscerla, non ne guarda le mani o i piedi, non le spalle o il petto, ma la fissa nel volto, così il Padre vostro, quando si volge udendo le vostre suppliche, oppure si sdegna dei vostri peccati, o vi osserva per conoscere le vostre azioni e pensieri, che guarda per prima cosa? Il Volto di Colui che è la sua compiacenza (Vangelo di Matteo 3,17; 17,5) e che splende nello spirito dei buoni, ma che resta anche sulle membra inferme del gran corpo che è la Chiesa di tutti i cristiani cattolici.
Per prima cosa incontra lo sguardo del suo Cristo, e il suo sdegno si placa, e la sua misericordia si accresce per giustizia e per giubilo. Giustizia: avendo il Cristo già scontato i peccati di tutti gli uomini che poi tornano pentiti al Signore o per i quali un altro cristiano prega e soffre insieme al Cristo. Giubilo: perché in ogni giusto, che implora il Signore, Egli risente la voce del suo Impetratore diletto, ed è beato di concedere in suo Nome (Vangelo di Giovanni 15,16).
Ecco perché la liturgia usa la formola: «Per Cristo nostro Signore». Tutto il bene avviene per Lui, la Grande Vittima che ha sforzato, con l'efflusso del suo Sangue e con la pienezza del suo dolore, le dighe della misericordia e dell'amore, chiuse a limitare i sentimenti di Dio, violenza che Dio aveva fatto a Se stesso, sotto lo sdegno della Prima Colpa.
Saputo che tutto si ottiene attraverso il Cristo e che il Padre non sa rimanere severo se chi alza gli sguardi supplici è il Cristo, Capo della Chiesa (Lettera di San Paolo agli Efesini 1,22), ecco che potete pregare con parole sicure per Essa che ha bisogno di tante preghiere per essere forte, compatta e santa. L'ora di Satana batte come una tempesta contro i lidi segnati dalla Croce. Una promessa sta come scogliera a difesa della Chiesa Apostolica. La parola di Gesù: «Non prevarranno» (Vangelo di Matteo 16,18).
Ma osservate le parole che accompagnano questa promessa! Esse ricordano una qualità della Chiesa. E suscitano un altro paragone evangelico. Dicono: «Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa» (Vangelo di Matteo 16,18).
Costruzione solida, perciò. Di pietra. Non di molle mota che il vento dissecca e disperde, o l'acqua discioglie; non di calcina che il tempo deteriora; non di mattoni che un piccone può scalzare se insinuato fra l'uno e l'altro, oppure abbattuto con rabbia su essi può frantumare. Ma di pietra. Una pietra sola, potente, incrollabile, inattaccabile, solida, sicura. Vi ricordate di Giovanni Battista? Quale è l'elogio che fa Gesù al suo Precursore? È questo: «Che siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento?» (Vangelo di Matteo 11,7).
Giovanni, il Precursore, non era una canna che il vento scuote a destra e a manca, e la mano di un fanciullo o il passare di un animale spezza. Egli era un forte sino alla violenza, a quella violenza con cui si difende e si conquista il Regno dei Cieli (Vangelo di Matteo 11,12). Giovanni, Precursore del Cristianesimo, doveva essere questa forza che nulla incrina e abbatte. Altrimenti come avrebbe potuto preparare le vie del Signore (Vangelo di Marco 1,3; Libro del profeta Isaia 40,3) se fosse stato un debole che chicchessia poteva gettare da parte?
Ma la Chiesa militante non è forse colei che precede la Chiesa trionfante ed eterna, e prepara il gran Trionfo dell'Agnello nella Gerusalemme celeste? Come potrebbe la Sposa vestirsi di bisso rilucente per le sue nozze senza più pianto, se da regina divenisse schiava, se davanti all'onde di Satana si spogliasse dei suoi membri come di foglie strappate dal turbine, o si sgretolasse come casa che crolla? Orrore! Orrore senza nome! Ma colui che vide il Cielo e l'Ultimo Tempo lo dice: «Ecco venire un gran dragone rosso... e con la coda si traeva dietro la terza parte delle stelle e le faceva precipitare» (Libro dell'Apocalisse 12,4).
Pregate, cristiani, pregate perché non più di un terzo cada travolto da Satana, dalle sue sette maledette idre, dalle decuple armi infernali, dal serpentino e diabolico suo lavoro.
Pregate, pregate perché l'organismo dei credenti, la Chiesa militante, rimanga «Pietra» (Vangelo di Matteo 16,18) e non divenga mota, calcina o mattone. Alzatele intorno la barriera del vostro orare perché veramente l'ora è tremenda. Tremenda più dell'ora delle tenebre in cui fu immolato il Cristo. Perché contro il livore di un mondo insatanassato drizzava allora il Cristo contro il Quale il prevalere era relativo, essendo senza misura il suo potere e la sua Santità; ma in quest'ora, lunga e sempre più tenebrosa, il mondo insatanassato che si drizza contro voi cristiani, contro la Chiesa, non ha di fronte che uomini, ossia esseri in cui, come dice l'Orazione, è la mortale natura umana la quale, senza l'aiuto di Dio, soccombe. E tanto più soccombe quanto più è già infettata e ammollita dai vapori del mondo e della scienza del mondo.
Pregate indicando al Padre il mistico Capo della Chiesa onde, per rispetto al Volto del suo Cristo, l'Altissimo intervenga ad impedire gli sfregi che già subì nel Venerdì Santo, figura di quelli che nei secoli, e sempre più violenti, si sarebbero avventati contro il Capo e il Corpo mistico di Cristo. E per pregare con merito pregate da giusti, ossia, come dice il Beato Paolo «camminate secondo lo spirito», non soddisfacendo i desideri della carne (Lettera di San Paolo ai Galati 5,16).
La parte eletta è lo spirito. Date allo spirito la precedenza, dategli la regalità. La carne è l'ancella, lo spirito è il re. Se l'ancella avesse a divenire abusivamente regina, la vostra natura - in cui si delinea la somiglianza del Creatore facendo dell'uomo l'anello che congiunge le perfezioni creative animali, vegetali, minerali, alle supercreazioni angeliche, e più ancora, dandovi una parte spirituale come noi siamo, e dandovi una parte carnale come lo stesso Cristo assunse per redimere, vi fa simili al Fratello Divino, al Primogenito dei Viventi - perderebbe somiglianza col Padre e col Figlio, e con lo Spirito Santo, per la spirituale immortalità, per la facoltà di unirvi a Gesù, compiendo nella vostra carne ciò che manca alla Passione di Cristo (Lettera di San Paolo ai Colossesi 1,24), per l'intelletto acceso dalle Virtù infuse e dai Sette Doni (Libro del profeta Isaia 11,1-4), e diverreste simili ad animali inferiori che solo carne sono e che, cessato il respiro, nulla più sono in eterno.
Nel perpetuo contrasto fra carne e spirito (Lettera di San Paolo ai Romani 7,14-25; Lettera di San Paolo ai Galati 5,16-17): il vostro campo di battaglia e di vittoria, siate fermi a dare tutte le armi allo spirito perché sia giustiziere della carne. Santa giustizia che ferisce, doma, spezza, per dare un giorno la sua stessa gloria eterna alla materia che ora ferisce perché sia sanata! Santo combattimento che vi libera dai rigori della Legge perché colui che è guidato dallo spirito non pecca in maniera volontaria e meditata, ma, se anche cede per un improvviso assalto della materia, subito si rialza e non è più male la sua caduta, ma buona cosa, perché segna una vittoria sullo sconforto, sulla sfiducia, sulla superbia. Il Male che serve contro sua voglia al Bene. Perché il Male è un libero incatenato. Ricordatevelo sempre. Può nuocere ancora, ma non oltre un limite, e la sua presenza, la sua possibile astuzia, la sua instancabile attenzione a ferire, servono a mantenere vigilanti, a farvi invocare l'aiuto di Dio e a darvi corone di vittoria.
Dio è Bontà. Tutto Egli fa «cosa buona» (Libro della Genesi 1). Se proprio Satana fosse stato uno non vincibile dagli uomini, Dio non avrebbe lasciato questa «cosa cattiva». Ma nel suo perfetto male Satana serve alla glorificazione degli eroi dello spirito, ai veri fedeli al Signore (Lettera di San Paolo ai Romani 8,28; Lettera di Giacomo 1,12).
E per questi eroi dello spirito la Legge del rigore non è più. Così come la loro volontà respinge le cose della carne, così la Volontà e Giustizia Divine annullano le involontarie debolezze, subito riparate per desiderio d'amore, e aprono le porte del Regno ai figli fedeli. Le apre da quando ancor dura il giorno terreno, dando i suoi doni, che sono la carità, il gaudio, la pace, la pazienza, la benignità, la bontà, la longanimità, la mansuetudine, la fedeltà, la modestia, la continenza, la castità. Le virtù che erano nell'Uomo perfetto, nel Signor nostro Gesù Cristo, il quale, pur essendo Dio, quando rivestì una carne, facendosi simile a voi (Lettera di San Paolo ai Filippesi 2,5-11), volle dare al suo spirito i doni e le virtù per poter resistere a Satana e al mondo e conservarsi perfetto agli occhi del Padre e degli uomini.
«Chi di voi mi può convincere di peccato?» (Vangelo di Giovanni 8,46). Oh! pace, pace davanti agli accusatori, e ai giudici, e alla morte, e a Dio, poter dire questa frase! E questa frase divina può fiorire luminosa, dolce, incutente rispetto a chi l'ode, calma e serenità in chi la dice, in coloro che hanno camminato secondo lo spirito crocifiggendo come Cristo, del Quale sono, la loro carne nei vizi e nelle concupiscenze. Allora servendo con lo spirito-re lo Spirito Santissimo meriterete l'Angelo del Signore ed egli vi salverà quando, troppo furente per le vostre capacità di resistenza, sarà l'assalto di Satana e dei suoi servi. Non temete!
Non temete, o dolci anime che amate il Signore sino al sacrificio di voi e delle sue stesse gioie purché il mondo si salvi e venga il Regno di Dio.
Non temete! Voi avete capito la Verità che ha parlato. Avete cercato prima di ogni cosa il Regno di Dio, e non per voi soltanto, ma per tutti. Ed esso è in voi. È già in voi (Vangelo di Luca 17,21). E questo soltanto ha valore. Le altre cose vi saranno date per giunta (Vangelo di Matteo 6,33). Ma se anche non vi venissero date, perché la guerra di Satana e degli uomini le distruggessero mentre vi scendono dal Cielo, non temete. È come se voi tutto aveste compiuto, e dato, e ricevuto. Coloro che non avranno le cose date per giunta non siete voi. Sono gli altri.
A chi non vuole ricevere, non viene dato. A chi vorrebbe ricevere, ma non per lo spirito sibbene per le concupiscenze e le opere della carne, non viene dato. Ma nulla e nessuno può rapire i doni dello Spirito a coloro che lo amano con tutto sé stessi sino al sacrificio.
Ed ora veneriamo la Benedetta dal Cuore trafitto. Maria, non è questo un dono? Vederla. Così come la mirò Giovanni ai piedi della Croce (Vangelo di Giovanni 19,26-27).
Piccolo Giovanni, prendi il tuo posto. Consola tua Madre. Anche l'Apostolo era straziato, eppure consolò la Straziatissima. Perché egli aveva il suo solo dolore. Ella tutti i dolori presenti e futuri di Corredentrice. Anche quelli che tu sai... Imita Giovanni, tu, piccolo Giovanni spezzato dal tuo dolore, che è tanto grande, ma che non è nulla rispetto al dolore della Madre Dolorosa. Rosa Mistica, tutte le spine dell'immenso roseto che è il mondo, nessuna classe esclusa, si appuntano nel suo cuore candidissimo e lo fanno vermiglio... Bevi il suo pianto e sta' sotto al suo manto. Ti è Madre. In Cielo saprai quanto... "